La capsula del tempo più audace mai creata non si trova sottoterra, ma nello spazio interstellare. Nel 1977, la NASA lanciò due sonde spaziali — Voyager 1 e Voyager 2 — ciascuna recante un disco fonografico in rame placcato d'oro di 30 cm di diametro. Questo disco, chiamato Golden Record, è probabilmente l'oggetto più poetico mai concepito dall'umanità: un messaggio cosmico in bottiglia, destinato a potenziali civiltà extraterrestri o agli esseri umani del lontano futuro.
Il contesto: il programma Voyager e un raro allineamento planetario
Il programma Voyager fu progettato per sfruttare un raro allineamento planetario, che si verifica circa ogni 176 anni, che avrebbe permesso a una singola sonda di sorvolare tutti e quattro i pianeti giganti — Giove, Saturno, Urano e Nettuno — sfruttando l'assistenza gravitazionale di ciascuno. Questo allineamento, chiamato "Grand Tour", non si ripeterà fino alla metà del XXII secolo.
Voyager 2 fu lanciata il 20 agosto 1977, seguita da Voyager 1 il 5 settembre 1977. Nonostante il lancio successivo, Voyager 1, posta su una traiettoria più veloce e diretta verso Giove, sorpassò la sua gemella in rotta. La missione scientifica primaria era lo studio dettagliato dei sistemi di Giove e Saturno — le loro atmosfere, anelli e lune. Voyager 2, beneficiando dell'allineamento favorevole, continuò verso Urano (sorvolo nel gennaio 1986) e Nettuno (sorvolo nell'agosto 1989), diventando l'unica sonda ad aver visitato questi due pianeti.
Ma fin dalla fase di progettazione del progetto, l'astrofisico Carl Sagan, allora professore alla Cornell University, propose alla NASA di includere un messaggio per eventuali esseri intelligenti che un giorno avessero intercettato le sonde. Sagan aveva già progettato le placche trasportate dalle sonde Pioneer nel 1972 e 1973, ma voleva andare molto oltre. La NASA accettò e gli affidò la guida di un comitato incaricato di comporre questo messaggio.
La progettazione del Golden Record: sei settimane per rappresentare l'umanità
Carl Sagan riunì un piccolo comitato di persone con competenze complementari per selezionare i contenuti del disco. Tra i membri principali: Ann Druyan, direttrice creativa del progetto, responsabile della selezione musicale e della raccolta dei suoni della Terra; Frank Drake, astronomo pioniere nella ricerca di intelligenza extraterrestre e creatore della famosa equazione di Drake che stima il numero di civiltà comunicanti nella galassia; Timothy Ferris, giornalista scientifico di Rolling Stone, che supervisionò la produzione tecnica del disco; Jon Lomberg, artista e illustratore scientifico, che progettò i diagrammi incisi sulla custodia protettiva; e Linda Salzman Sagan, artista che aveva già disegnato le figure umane sulle placche Pioneer.
Il comitato ebbe circa sei settimane per assemblare i contenuti — una scadenza estremamente stretta per un progetto la cui ambizione era rappresentare l'intera civiltà umana. Il risultato finale è un disco fonografico in rame, placcato d'oro, progettato per essere riprodotto a 16 2/3 giri al minuto (non 33 giri come un vinile standard, per massimizzare il tempo di registrazione). Il disco è protetto in una custodia in alluminio galvanizzato, accompagnata da una puntina e una testina di riproduzione. La custodia reca istruzioni incise in linguaggio simbolico, usando la transizione iperfine dell'atomo di idrogeno (un fenomeno fisico universale) come unità fondamentale di tempo e lunghezza, per spiegare come riprodurre il disco e localizzare l'origine della navicella.
I contenuti: un ritratto sonoro e visivo della Terra
Il Golden Record contiene un campione straordinariamente diversificato della civiltà umana e del pianeta Terra, organizzato in diverse sezioni.
116 immagini codificate in analogico sul disco. Tra queste: un diagramma del sistema solare, la struttura del DNA, rappresentazioni dell'anatomia umana, fotografie di paesaggi terrestri (montagne, deserti, oceani, foreste), animali, città, monumenti, scene di vita quotidiana in diverse culture e immagini di strumenti scientifici e tecnologia umana.
Saluti registrati in 55 lingue diverse, dall'antico sumero (una lingua morta da millenni) al cinese wu, passando per francese, inglese, arabo, hindi, zulu e thai. Il messaggio in francese dice semplicemente: "Bonjour tout le monde" (Buongiorno a tutti). La voce di un bambino in inglese, registrata dal figlio di sei anni di Carl Sagan, Nick, dice: "Hello from the children of planet Earth."
Suoni naturali della Terra che formano un paesaggio sonoro del nostro pianeta: il vento che soffia sulle pianure, il tuono di un temporale, il canto di vari uccelli, il richiamo malinconico delle balene megattere, le onde dell'oceano, un terremoto, lo scricchiolio di passi sulla ghiaia e un bacio.
90 minuti di musica da culture di tutto il mondo, accuratamente selezionata da Ann Druyan e Timothy Ferris. La selezione include il primo movimento del Secondo Concerto Brandeburghese di Bach (eseguito dalla Munich Bach Orchestra diretta da Karl Richter), "Dark Was the Night, Cold Was the Ground" di Blind Willie Johnson, musica gamelan giavanese (Puspawarna, eseguita dalla corte del Sultano di Yogyakarta), un raga indiano eseguito da Kesarbai Kerkar, percussioni senegalesi e "Johnny B. Goode" di Chuck Berry. Il comitato avrebbe voluto includere anche una canzone dei Beatles, ma la EMI, detentrice del copyright, rifiutò l'autorizzazione.
Un dettaglio toccante: le onde cerebrali di Ann Druyan
Uno degli elementi più intimi del disco è una registrazione di un'ora delle onde cerebrali (EEG) e del battito cardiaco di Ann Druyan, realizzata il 3 giugno 1977 al New York Hospital. Ciò che rende questa registrazione straordinaria è il suo contesto. Due giorni prima della sessione, il 1° giugno 1977, durante una telefonata di lavoro, Druyan e Sagan si dichiararono il reciproco amore, dopo mesi di collaborazione professionale sul progetto del Golden Record. Druyan raccontò nelle interviste successive che durante la registrazione aveva meditato sulla storia della civiltà, sulla condizione umana, sulla guerra e la pace, e su cosa significasse innamorarsi. Questi pensieri ed emozioni, compressi come segnali elettrici cerebrali, stanno ora navigando nello spazio interstellare.
Il Presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter contribuì anche con un messaggio ufficiale datato 16 giugno 1977, che evocava la Terra e i suoi abitanti con speranza. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Kurt Waldheim registrò un messaggio a nome dei popoli del mondo.
I precedenti: le placche Pioneer
Il Golden Record non fu il primo tentativo della NASA di inviare un messaggio alle stelle. Le sonde Pioneer 10 (lanciata il 2 marzo 1972) e Pioneer 11 (lanciata il 5 aprile 1973) portavano ciascuna una placca in alluminio anodizzato oro di 15 x 23 cm. Progettate da Carl Sagan, Frank Drake e Linda Salzman Sagan, queste placche mostrano le sagome nude di un uomo e una donna davanti alla sonda (disegnate in scala per indicare le nostre dimensioni), un diagramma della transizione iperfine dell'idrogeno, la posizione del Sole rispetto a 14 pulsar (che fungono da punti di riferimento galattici) e un diagramma del sistema solare che indica la traiettoria della sonda. La pubblicazione di queste placche aveva suscitato controversie negli Stati Uniti: alcuni criticarono la raffigurazione di figure umane nude inviate nello spazio.
Il Golden Record rappresentò un salto qualitativo considerevole: dove le placche Pioneer erano un semplice diagramma inciso, il disco Voyager offriva un vero e proprio ritratto multimediale della civiltà terrestre, con musica, voci, immagini e suoni.
Dove si trovano oggi le sonde?
Voyager 1 attraversò l'eliopausa — il confine dove il vento solare cede il passo al mezzo interstellare — il 25 agosto 2012, diventando il primo oggetto costruito dall'uomo a raggiungere lo spazio interstellare. Questa scoperta fu confermata e annunciata dalla NASA il 12 settembre 2013. Voyager 2 attraversò l'eliopausa a sua volta il 5 novembre 2018. Entrambe le sonde si trovano ora a più di 20 miliardi di chilometri dalla Terra e continuano ad allontanarsi a circa 17 km/s per Voyager 1 e 15 km/s per Voyager 2.
Entrambe le sonde comunicano ancora con la Terra tramite il Deep Space Network (DSN) della NASA, una rete di grandi antenne paraboliche distribuite a Goldstone (California), Madrid (Spagna) e Canberra (Australia). I loro Generatori Termoelettrici a Radioisotopi (RTG), alimentati dal decadimento del plutonio-238, si indeboliscono di circa 4 watt all'anno. La NASA sta progressivamente disattivando gli strumenti scientifici per conservare energia e stima che gli ultimi dati scientifici saranno ricevuti intorno al 2025-2030. Ma le sonde stesse, e i loro Golden Record, continueranno a derivare silenziosamente attraverso la galassia per centinaia di milioni di anni.
Tra circa 40.000 anni, Voyager 1 passerà a circa 1,6 anni luce dalla stella Gliese 445, nella costellazione della Giraffa. Voyager 2 passerà a circa 1,7 anni luce dalla stella Ross 248.
L'eredità culturale e filosofica del Golden Record
Il Golden Record è diventato uno degli oggetti più iconici della storia spaziale e della cultura popolare. Nel 2017, per il 40° anniversario del lancio delle sonde, l'etichetta Ozma Records (coffondata da Timothy Ferris e David Pescovitz) pubblicò un'edizione in vinile del contenuto audio del disco, finanziata da una campagna Kickstarter che raccolse più di 1,3 milioni di dollari, ben oltre l'obiettivo iniziale di 198.000 dollari.
Il disco incarna un'idea profondamente ottimista e universalista: che l'umanità merita di essere conosciuta, che la nostra musica, le nostre voci e le nostre immagini meritano di essere condivise con l'intero universo. È anche un esercizio filosofico: decidere cosa mettere sul disco significava decidere come volevamo essere percepiti da esseri che non sanno nulla di noi. Uno specchio rivolto verso l'infinito.
Sulla nostra scala, ogni capsula che creiamo per i nostri cari procede dallo stesso impulso: proiettare un frammento di chi siamo nel futuro, con la convinzione che sarà ricevuto e compreso. Capsul prosegue questo gesto su scala umana — non verso le stelle, ma verso coloro che contano.
Fonti
- NASA Jet Propulsion Laboratory, "Voyager – The Golden Record," voyager.jpl.nasa.gov - Sagan, Carl et al., "Murmurs of Earth: The Voyager Interstellar Record," Random House, 1978 - NASA, "Voyager 1 Enters Interstellar Space," comunicato stampa, 12 settembre 2013 - NASA Jet Propulsion Laboratory, "Voyager Mission Status" - Ozma Records, "Voyager Golden Record: 40th Anniversary Edition," Kickstarter, 2017